Il progetto residenziale Monastere 3 si compone complessivamente di 36 appartamenti con obiettivo dichiarato una sofisticata rilettura del passato architettonico dell'edificio sito nel cuore della Città di Torino. Pagina dopo pagina, strato dopo strato, il team di architetti e ingegneri ha rielaborato una nuova forma d'insieme, più contemporanea negli usi e negli spazi, preservando con rigore il valore storico artistico del complesso.
Ristrutturare i 5.000 metri quadrati che compongono “l’Ex Convento di San Francesco da Paola e Rotonda del Pubblico Ginnasio di Latinità”; ha voluto dire cimentarsi su un complesso fabbricato composto da cinque piani oltre a due piani di ridotti interrati. L’edificio è dotato di cortile di pertinenza (collegato alla manica dell’Accademia Albertina che prospetta la via Principe Amedeo) su cui affaccia uno dei due ascensori di servizio e su cui prospetta la Rotonda del Talucchi, corpo cilindrico che, disgiunto dal resto del complesso, occupa da solo l’intero spazio della corte interna. L’immobile è stato acquisito dalla Città di Torino mediante convenzione con i Ministeri delle Finanze, del Tesoro, della Guerra e dell’Istruzione Pubblica con atto di stipula nel lontano aprile 1908 e fino a poco tempo fa ospitava gli uffici della Direzione Cultura e dell’Assessorato alla Cultura, Turismo e Promozione della Città. La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, con decreto n. 141/2013 del 22 maggio 2013 prot. n. 998/09, ha dichiarato che l’immobile riveste l’interesse culturale e rimane quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto Decreto legislativo. Inoltre l’immobile è compreso all’interno dell’”Area centrale storica” in quanto il Convento e l’attigua Chiesa, sono stati edificati nella prima metà del XVII secolo, come tassello delle iniziative del Duca Carlo Emanuele I. Esso assume un ruolo decisivo nella definizione della Contrada della Calce, ora Via Po. La struttura conventuale infatti viene ad ospitare già nel corso del XVII secolo alcune istituzioni culturali della città e nel secolo successivo uno dei due “pubblichi collegi” cittadini quando soltanto nel 1822 viene realizzata la già citata Rotonda del “Pubblico Ginnasio di Latinità” su progetto di Giuseppe Talucchi mentre il collegio diventava parte della Reale Accademia di Belle Arti. La porzione di fabbricato su Via San Francesco mostra una pianta in linea a manica doppia distribuita internamente sui cinque livelli il cui prospetto interamente intonacato è scandito da aperture regolari con piccoli balconi e da fasce marcapiano e marca davanzale con conclusione in un imponente cornicione con mensole. I portali di accesso evidenziati da cimasa di gusto barocco e lesene poco aggettanti, spezzano la regolarità del progetto e identificano gli ingressi ancora oggi in uso e valorizzati da una attenta e rispettosa illuminazione. Internamente sono presenti due vani scale caratterizzati da volte a crociera rampanti su pilastri in capitelli in stucco. Al piano terra prevalgono volte a fascioni e lunettate mentre salendo ai piani superiori sono diffusi solai lignei spesso dipinti con motivi fitomorfi di gusto barocco e talvolta presenti fasce a fresco sulle pareti.
Con un attento esercizio di osservazione e recupero, quindi, il restyling è servito a valorizzare quanto necessario per non compromettere la memoria dell'edificio e, soprattutto, adeguarne gli spazi e l'utilizzo al 21° secolo facendo scivolare un'anima contemporanea dentro un corpo decisamente antico. Il progetto di ristrutturazione si è mosso in perfetto equilibrio tra passato e presente, risolvendo ciascun appartamento con una distribuzione e specifiche soluzioni individualizzate, combinate con le esigenze espresse dalla Committenza. L’incipit compositivo prevede di distinguere i volumi aggiunti, necessari alle moderne forme d’abitare, con l’austero volume riconducibile alla natura storica del fabbricato. Protagonista del disegno, poi, una selezione di materiali naturali, nobili e locali che enfatizzano dell'architettura l'essenza della torinesità. Breve nota d'avanguardia, infine, sui parametri di sostenibilità: nonostante l'edificio sia protetto da vincoli storici che non permettono un ammodernamento troppo accentuato, ne è stata massimizzata l'efficienza energetica, aumentando l'isolamento termico e utilizzando un efficiente sistema di climatizzazione centralizzato in geotermia.