Una soffitta con una genesi complessa composta – anche – da una porzione sopraelevata di una falda della copertura è la base inusuale che si è presentata come l’occasione per un progetto in cui i caratteri della Côte d'Azur sono interpretati in chiave molto contemporanea. L’appartamento di soli sessanta metri quadri al settimo piano era in origine suddiviso in cinque piccoli vani con la presenza di una semplice latrina in una zona dell’edificio con carattere di servizio, una delle tante stratificazioni aggiunte nelle varie epoche. La ristrutturazione totale, pensata per una coppia piemontese appassionata di design, lo ha trasformato in un attico minimalista con vista su alcuni dei punti caratteristici della città, da una parte il port Garavan e dall’altra il campanile della città alta di Mentone. I tre abbaini che si affacciano sul mare diventano gli elementi focali che caratterizzano la zona giorno e la camera da letto, mentre la cucina funge da collegamento tra il terrazzo e il soggiorno aumentando il senso di apertura.
I pesanti interventi di consolidamento hanno evidenziato gli elementi portanti della copertura aggiungendo un tocco di ruvidezza in contrasto con il resto della casa, morbido e piacevolmente “sottotono”. Una superficie emozionale che rimane elegante è il pavimento esteso a tutta l’abitazione caratterizzato da una doga di grandi dimensioni in rovere naturale. Gli elementi di falegnameria spiccano come nota di colore a contrasto con elementi in variante indaco, una tonalità raggiunta dopo un’infinità di prove. Gli arredi sono un mix di mobili vintage Anni 70 di qualità anche se non di firma, tavolo da pranzo su disegno e lampade di scuola italiana. Una versione contemporanea, più moderna e giocosa di quanto ci si potesse aspettare.